Difficoltà : Percorso per Escursionisti Esperti T4
Indicazioni : Assenti.
Bollatura : Assente.
Traccia : Praticamente assente.
Tempo di percorrenza : ca 4 [h] per il Rifugio Rosalba
Dislivello positivo : ca 1300 [m]
Periodo consigliato : Tardo autunno.
Itinerario destinato ad escursionisti esperti. La progressione mai troppo tecnica e la navigazione piuttosto intuitiva non devono farlo sottovalutare poiché comunque ambientato in contesto selvaggio e moderatamente remoto. Terreno asciutto e buona visibilità prerequisiti obbligati. Clima “freddo” (leggasi “zecche”).
Disponibilità acqua : Nessuna.
Appoggi : Rifugio Rosalba.
Data di stesura relazione : Primi anni venti.
DESCRIZIONE: Partenza da Rongio, Mandello del Lario dove, seguendo le indicazioni per il Rifugio Rosalba, si prende Via Rossana. Al suo termine, una strada stupendamente acciottolata ma, a tratti, dozzinalmente (non per il come, ma per l’atto d’esser stata sia pur comprensibilmente) cementata porta a raggiungere sotto al segnavia 13 i rustici ameni caseggiati di Navrech. Superata l’ampia conca prativa punteggiata delle baite di Valbiga, si segue la strada fino a vederla diventare un sentierone, scavato nel fianco della montagna, discendere al dissestato fondo di Val Portorella. Fuori, in leggera ascesa, si superano i pendii di Mascasten e, raggiunta la Valle del Fium d’Oa, si sale su gradoni ben impostati fino ad una rustica stazione di teleferica che dà ingresso in Versarico. Sfilati sotto le Cascine del Simone si giunge ad una magnifica apertura del bosco, verso l’imponenza del Sasso Cavallo, in corrispondenza delle cascine Strambin. Qui, al cospetto delle bislacche ed allegoriche figure abbozzate sull’intonaco della Cappelletta del Signore, ha inizio la prima perdita di contatto con la realtà.
Attraversata la Valletta si comincia a salire lungamente, deliziati dalla progressiva schiusa di panorami mozzafiato ma al contempo oppressi dallo sbirciare a monte delle curiose lance di roccia dei Culomm. Apprestandosi faticosamente alla Valle di Pescée la si raggiunge per spettacolare cengia e la si risale fino a che bolli e sentiero non decidono di uscirne a sinistra. Poco oltre, sulla costa successiva ad una vallecolina, è ora di abbandonare la strada segnata.
Sulla direttrice di massima pendenza, tra dubbi segni di passo, si sale velocemente. Abbandonando saltuariamente la dorsale per evitare le macchie più oppressive di arbusti, si giunge ad una poco marcata elevazione della stessa. La vista sui Culomm de Pescée atterrisce per armonia e ardimento.
Senza obblighi particolari, continuo a salire ammaliato da forme e proporzioni che, nello slanciare lo sguardo verso il cielo, rischiano di ribaltarmi indietro. Una seghettata bastionata proviene da sinistra al massiccio complesso centrale – formato da due affilate ali giuntate al centro da una femminile fessura- e diviso dalle restanti isolate colonne da una leggiadra regolare forcella.
La punto deciso. Su labile traccia aggiro quindi su ripidi scivoli erbosi le ali centrali mentre queste restano slanciate e meravigliose sullo sfondo di barbigli di roccia.
Per rade stinte serpentine rimonto la cresta a monte dei Culomm di Pescée riconoscendole ora nella familiare sagoma nel sottofondo dei panorami goduti dalla terrazza del Rosalba.
Salendo ripido per contorti boschetti di faggio ed un paio di avvallamenti trasversali alla dorsale, sbuco tra i tozzi torrioni di Q.ta 1686, ben in vista del Rifugio. Nei giochi di luce tra i Prati di Pertusio al sole ed il diaccio Canal di Bertulla all’ombra, nel rilassamento di fine ignoto, ripiombo in me stesso – di nuovo incredibilmente laggiù tra i Culomm, in quell’aperto abbraccio disposto per accogliermi.
E tra i menhir di questa Stonehenge naturale non son più prigioniero di tempo e spazio. Il canto primigenio della Terra si mescola con i ridestati sapienti retaggi degli avi; nell’amalgama omogenea dell’Amore che tutto muove e che tutto porta a compimento.
VIE DI FUGA : Non necessarie.
CONSIDERAZIONI: La TCI Grigne (anni 30) riporta proprio come percorso principale la traccia diretta ai Culomm che, però, non arrivava a valicarle (semplice segno di sentiero per la forcella e per il Rosalba) ma deviava alla Costa di Pioeucc sopra lo sperone di Q.ta 1357 ricongiungendosi al percorso attuale. Dell’importanza di questa traccia è sparita l’evidenza, persa tra miriadi di percorsi d’ungulati.
SUGGERIMENTI PER IL RITORNO : Colonghei o Manavello per Cresta.
RIFERIMENTI CARTOGRAFICI :
• Carta 1:20000 “Gruppo delle Grigne” – prima versione (anni 30)
Ampliamento della carta IGM 1:25000; riporta correttamente sia itinerario che zona. Spettacolare.
Tutti i diritti riservati. Ogni contenuto è originale e di esclusiva proprietà MNR – Negri “Manara” Raffaele
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